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Il Servizio Sanitario Nazionale come patrimonio della collettività

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Non è un dubbio che l’emergenza coronavirus abbia messo a dura prova la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale italiano.

Da un mese a questa parte gli ospedali e le farmacie hanno ospitato un flusso in costante aumento di clienti/pazienti in serissima difficoltà ed in cerca di aiuto, sia fisico che psicologico.

La situazione negli ospedali è al limite in Lombardia così come in Veneto ed in Emilia Romagna. 

Le recenti evoluzioni ci fanno immaginare che presto lo sarà anche per le regioni del Sud-Italia.

Le farmacie sono costantemente prese d’assalto da cittadini sempre più consapevoli di questa delicata situazione.

Nelle farmacie la situazione è tesa

Nelle farmacie la situazione è tesa perché i farmacisti si sentono abbandonati.

Abbandonati dall’Ordine e dalle Istituzioni che invece di garantire degli standard di sicurezza minimi necessari lascia i farmacisti lavorare con la solita mascherina, in molti casi addirittura senza, con il pericolo reale di ammalarsi.

Un farmacista ammalato è un farmacista in meno a banco. Ed un farmacista in meno significa nel migliore dei casi una più alta probabilità di congestione della farmcia, nel peggiore una farmacia chiusa.

Pensiamo alle farmacie rurali che hanno un solo farmacista titolare a garantirne l’apertura giorno dopo giorno.

C’è poi la questione del rinnovo del contratto, che è fa ancora parte del contratto del commercio.

Un po’ svilente per una professione complicata ed essenziale come quella del farmacista.

Il farmacista vive una situazione difficile.

Accoglie centinaia di persone al giorno.

Molte arrivano in farmacia già con dei problemi respiratori, alcune invece vengono per comprare ancora prodotti cosmetici. Altri addirittura utilizzano la farmacia come una scusa per uscire di casa e fare due passi.

La risultante di questi comportamenti è avere gli operatori del sistema, i farmacisti, sempre più stanchi e sfiniti.

Fortunatamente non manca la motivazione e la dedizione per una professione che sta acquisendo in questi giorni una connotazione eroica.

Ogni giorno il farmacista indossa camice, guanti e mascherina come fosse un’armatura e va a combattere in prima linea al banco.

E lasciate che ve lo dica, se la situazione negli ospedali ancora regge, seppur al limite, è grazie a questi professionisti della salute.

Il cittadino però se ne sta accorgendo (finalmente).

Una buona notizia per il Servizio Sanitario Nazionale

C’è una buona notizia che emerge da uno studio TradeLab.

Questo ci dice che la percezione dell’importanza di un presidio sanitario nel territorio sta crescendo.

Il 58% degli italiani si dice più consapevole di considerare il SSN come un bene comune su cui investire risorse.

Il 54% afferma di apprezzare ancor di più la possibilità di avere un contatto diretto con persone come medici di famiglia o farmacisti.

Segno questo che la corsa alla digitalizzazione c’è (e lo vedremo tra un attimo) ma contemplando sempre l’importanza del fattore umano.

Il 44% poi sostiene che la crisi ha aumentato la sua consapevolezza a considerare le farmacie un servizio di presidio per il territorio.

Insomma, questo significa che d’ora in poi quasi la metà del campione in oggetto preferirebbe andare direttamente in farmacia a farsi consigliare dal farmacista piuttosto che passare prima dal medico di base.

Questo è un dato positivo per due ragioni. 

Da una parte meno congestione nelle sale d’attesa dei medici di base, dall’altra una maggior fiducia nella farmacia italiana che potrà operare in maniera più snella.

Sono dati importanti perché ci fanno capire come stia cambiando la prospettiva del cittadino e che certi cambiamenti a quanto pare sono possibili solo in seguito ad eventi di estrema importanza.

Ma è questo quello che succede la maggior parte delle volte che c’è una cambiamento.

In ultima c’è un dato molto interessante che è quello relativo alla digitalizzazione del Sistema Sanitario Nazionale.

Ci dice che il 57% degli italiani sarà più propenso ad utilizzare servizi digitali nel futuro.

Questo lo possiamo collegare direttamente alla decisione di digitalizzare il processo di erogazione della ricetta da parte del medico e alla successiva presa in carico del farmacista.

Il sistema full digital proposto negli ultimi giorni che prevede l’invio tramite whatsapp e mail del numero identificativo è stata accolta positivamente dalla maggior parte dei clienti in farmacia.

Speriamo che possa essere il calcio d’inizio per una svolta digitale del servizio sanitario fornito al cittadino.

Francesco

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